Recensione/ Mistborn: L’ultimo impero, di Brandon Sanderson

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Premessa

Recensisco solo libri che ho letto da poco. Sappiate che pratico l’antica tecnica del Riassunto, quindi non aspettatevi una recensione approfondita. Inoltre non ci saranno spoiler, né voto finale. Credo che i voti siano troppo riduttivi e che sia meglio farvi un’idea da soli, piuttosto che scendere a guardare il voto e comprare solo i 4-5 stelle. Ci sono libri “3 stelle” che mi hanno arricchito e cambiato la vita.

E ora, senza altri indugi, andiamo alla recensione.

Chi è Sanderson?

Molti di voi conosceranno Brandon Sanderson come lo scrittore che ha terminato la gigantesca saga de La Ruota del Tempo, iniziata da Robert Jordan. Sanderson però è anche uno scrittore prolifico, che ha creato numerosi universi narrativi con leggi magiche particolarissime.

Tutte le sue opere fantasy cercano di seguire la Prima Legge di Sanderson: “La capacità dell’autore di risolvere in modo soddisfacente i conflitti fra personaggi tramite la magia è direttamente proporzionale al modo in cui il lettore è messo in grado di comprendere il funzionamento della suddetta magia nel contesto della narrazione”.

Eh già, perché Sanderson oltre a scrivere, insegna anche l’arte della scrittura alla Brigham Young University. Io l’ho conosciuto tramite una serie di utilissime lezioni online, che potete trovare gratuitamente in inglese su Youtube.

Questa è la prima lezione:

A Lucca Comics & Games 2016 ho potuto incontrarlo di persona e, con molta difficoltà e imbarazzo, sono riuscito a ringraziarlo per il grande apporto che ha dato alla mia scrittura.

Ma veniamo a Mistborn: L’ultimo Impero, primo volume di una trilogia che ho appena iniziato.

Sinossi della casa editrice

Da mille anni dal cielo cadevano ceneri e il mondo era arido.
Da mille anni uno spietato signore opprimeva le sue genti
come un dio onnipotente e spietato.
Poi, quando ormai le speranze erano perdute,
l’arrivo di uno straniero parve poter cambiare ogni cosa…

In una piantagione fuori dalla capitale Luthadel, gli schiavi skaa sono oppressi come in ogni parte dell’Impero. Uno strano schiavo giunto da poco, con delle cicatrici sulle braccia, una notte uccide da solo il signorotto locale e le sue guardie, liberando poi i suoi compagni.

Si tratta di Kelsier, un Mistborn, un uomo dagli straordinari poteri magici. A capo dei più potenti allomanti, dotati di abilità simili alle sue, Kelsier insegue il sogno di porre fine al dominio del despota divino; ma nonostante le capacità dei suoi compagni, il suo scopo sembra irraggiungibile, finché un giorno non incontra Vin, una giovane ladruncola skaa specializzata in truffe a danno dei nobili e dei burocrati dell’Impero.

La ragazza è stata provata dalla vita al punto che ha giurato a sé stessa che non si fiderà mai più di nessuno. Ma dovrà imparare a credere in Kelsier, se vorrà trovare il modo di dominare i poteri che possiede, e che vanno ben oltre la sua immaginazione…

Cosa ne penso

Sanderson ci cala fin da subito in un universo fantasy diverso dal solito, in cui il sole è diventato rosso, piove cenere dal cielo e la notte tutto è ammantato dalle nebbie. Anche la società è particolare, suddivisa in nobili, schiavi Skaa e il clero, che lavora per il misterioso Lord Reggente.

L’aspetto più originale di Mistborn però è di sicuro il sistema di magia, chiamato Allomanzia: dopo aver ingerito dei metalli, un allomante può “bruciarli” per ottenere effetti come aumentare la propria forza o influenzare le emozioni altrui.

Nel romanzo ci sono scene d’azione molto divertenti, anche se alcune sono un po’ difficili da seguire, in cui queste abilità vengono sfruttate appieno (soprattutto le capacità “magnetiche” ottenute bruciando ferro e acciaio). Da sole queste scene valgono l’acquisto del libro.
I due personaggi principali, Kelsier e Vin, sono ben caratterizzati e interessanti, ma diversi personaggi secondari risultano bidimensionali. La trama è molto godibile e ci sono alcuni colpi di scena ben fatti.
Alcuni capitoli potrebbero risultare noiosi se cercate solo azione e mistero, ma i dialoghi sono ben scritti e le descrizioni di questo strano mondo mi hanno interessato molto. La trama non è il classico fantasy epico, ma una rinfrescante storia ambientata in gran parte in un’unica città e con una manciata di personaggi.
Qualche pecca nella traduzione e la scelta di alcune parole troppo forbite al posto di altre più semplici mi hanno fatto un po’ storcere il naso.
In generale però la sensazione che mi ha lasciato è stata più che positiva.

Per concludere…

Mistborn: L’ultimo Impero è stato uno dei primi romanzi di Sanderson, quindi mi aspetto un miglioramento nello stile (che comunque è già adeguato, anche se non stellare) via via che leggerò altri suoi libri. Ottimo mondo e spettacolari scene d’azione.

Lo consiglio a tutti quelli che vorrebbero assaggiare un nuovo sapore di fantasy.

 

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Un pensiero su “Recensione/ Mistborn: L’ultimo impero, di Brandon Sanderson

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