Perché indie? (e una rivelazione)

Perché scrivere da indipendente? Vuoi buttare il tuo tempo? Vuoi buttare i tuoi soldi? Cercati un agente, o ancora meglio, vattene a zappare la terra. Scrivere. Come ti viene in mente di scrivere. Ok, come hobby, ma una carriera? Non sei nessuno. Non ti conosce nessuno.

Perché, caro il mio uomo di paglia ipotetico, ci credo. Perché lo voglio fare. Perché penso di avere qualcosa da dire e credo che ci siano persone che mi vogliano ascoltare. Perché ho studiato come fare, ho studiato con più passione che durante tutto il mio periodo universitario. Perché sono pronto a tornare in campo, a provare una nuova strada. Più ardua, di sicuro.

Uno scrittore indipendente deve non solo digitare parole su uno schermo, ma anche occuparsi del marketing e di tutte le cose noiose di cui si prende carico la casa editrice. Però ha anche più controllo. Deve scegliere il contenuto, la copertina, il design del titolo, il prezzo, la piattaforma su cui venderlo, ogni singola cosa.

E questo mi piace molto. Avere questo controllo sulla mia creatura, come un artigiano che crea una scultura di legno, cesellando ogni particolare, limando con cura… mi piace.

Con questo non sto dicendo che l’editoria classica non abbia i suoi pregi, assolutamente, ma solo che per il momento non fa più per me. Voglio provare qualcosa di nuovo.

In più credo che il tempo sia maturo per sbarcare direttamente su ebook. I lettori digitali si sono diffusi anche in Italia. Non solo: quando tradurrò in inglese i miei libri, avrò un pubblico potenziale enorme. Il problema è emergere dall’oceano di titoli disponibili.

Quindi alzate le vele, levate l’ancora e settate la rotta per l’orizzonte. Vediamo di lasciare un solco infuocato nel mare.

Ah, vi avevo promesso una rivelazione… Continua a leggere “Perché indie? (e una rivelazione)”