Segreti da Scrittore/ 1 – Esploratori o Ingegneri?

Scrittori, aspiranti tali e curiosi, benvenuti a Segreti da Scrittore!

In questa serie di articoli e video condividerò con voi i trucchi e le tecniche che ho appreso negli ultimi due anni, per prepararmi a tornare a pubblicare romanzi. La maggior parte di queste informazioni le ho rubate pari-pari dai corsi di Brandon Sanderson e di altri scrittori, ma ve le presenterò in italiano, in versione riassunta e con molta più stupidità.

Oggi scoprirete che tipo di scrittore siete: esploratore o ingegnere. Ma prima di tutto dobbiamo capire se siete scrittori.

Io considero scrittore chiunque scriva qualcosa di propria iniziativa per raccontare una storia o condividere informazioni. E sì, anche se non siete stati mai pubblicati.

C’è una strana idea in giro, secondo la quale non si può scrivere per hobby. Se uno non pubblica quello che ha scritto, ha solo buttato tempo. Questo non ha senso. Io posso buttare il mio tempo disegnando oppure giocando a calcetto o ai videogiochi, ma se scrivo no. Non si può.

Scrivere invece è un ottimo hobby e penso che tenga più in forma la mente che fare le parole crociate (con l’effetto collaterale di strapazzarti il cervello, ma niente di grave). Anzi, prima di scrivere qualcosa da pubblicare, vi consiglio di buttare giù minimo una storia solo per voi, anche molto breve. Vi servirà a capire quali sono i vostri interessi,  il vostro stile e a pensare alle tematiche da ampliare.

Detto questo: esploratori o ingegneri?

Gli esploratori hanno in mente solo una vaga mappa della storia, di solito un inizio, qualche evento importante e a volte il finale. Poi si lasciano portare dalla storia mentre scrivono e riempiono i buchi. Scoprono gli eventi insieme ai personaggi e si sorprendono insieme a loro. La storia si crea da sola, come per magia.

Questo nel migliore dei casi. Perché il difetto dell’essere scrittori esploratori è il cadere più spesso nel famigerato “blocco dello scrittore”. Non avendo una vera e propria strada da seguire, qualche volta si perdono e devono tornare indietro, cancellando parecchie pagine per ricominciare. È frustrante, ma anche emozionante. La maggior parte degli scrittori all’inizio della propria carriera è stata un esploratore. Io non faccio eccezione.

Se avete letto tutto questo scuotendo la testa, siete degli ingegneri. Gli ingegneri si creano una scaletta dettagliata, di solito capitolo per capitolo ma a volte anche scena per scena, di tutti gli avvenimenti all’interno del romanzo. Questo processo può essere lunghissimo, ma una volta che hanno iniziato a scrivere, gli ingegneri vanno velocissimi. Basta seguire le linee guida e la storia si costruisce in fretta. Poi un tocco qua e là, una passata di cera et voilà, il libro è pronto. Il difetto degli ingegneri è che una volta partiti, raramente escono dal sentiero, anche se hanno avuto un colpo di genio che potrebbe portare la storia verso luoghi inaspettati e intriganti.

Essere scrittori ingegneri sarebbe la cosa migliore per pubblicare a un ritmo abbastanza rapido, come conviene agli scrittori indipendenti su piattaforme come Amazon. Anche per questo mi sono impuntato a scrivere Torce nel Diluvio, un libro pieno di collegamenti di trama intricati, che sarebbe stato difficilissimo da scrivere col metodo da esploratore. Ora credo di pendere più o meno al 75-80% verso l’Ingegnere. E sto scoprendo che lavorare con una scaletta mi piace.

Questo non vuol dire che tutti dovrebbero fare gli ingegneri, anzi. Vi consiglio di provare entrambi i metodi almeno una volta, per capire quale più si adatta a voi.

 

E con questo è finita la prima puntata di Segreti da Scrittore. Commentate col tipo di scrittore che pensate di essere o che vorreste diventare, iscrivetevi al canale YouTube e condividete per diffondere il Verbo. Quale verbo? Frinire? Ci sta.

Nella prossima puntata inizieremo a parlare di come inventare la trama di un romanzo. Se volete ricevere un racconto gotico GRATIS scritto da me, rimanere informati sulle prossime uscite e tanto altro, potete iscrivervi alla mailing list.

 

Alla prossima!

Recensione/ Schegge di Alfonso Zarbo

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Cos’è Schegge? È una raccolta di racconti e…

Fermi, dove andate? Tornate qui. So che le raccolte di racconti non sono la cosa più popolare del mondo, ma dategli una chance. Schegge ha un sapore tutto suo.

Sinossi della casa editrice

In una Roma sventrata dall’Apocalisse, un peccatore falcia tutto quello che incontra per addentrarsi nell’incubo.

Nella Spagna delle Crociate, il Diavolo scatena la furia di un cavaliere ossessionato dalla fede.
Tra dune e templi in rovina, un console e un barbaro indagano su una regina rapita, mentre ai confini di una terra morente un ultimo plotone di elfi lotta per sopravvivere.
Una raccolta di avventure per gli amanti del Fantasy, da vivere con un cacciatore di draghi, su navi spettrali o sulle spiagge insanguinate del Nuovo Mondo, attraverso lo sguardo di un soldato spagnolo che non ha nulla da perdere tranne la sua identità.Nove affilatissime schegge conficcate nella storia e nell’immaginario.

Cosa ne penso

Il titolo è azzeccatissimo. Non solo perché sembrano tutti frammenti di opere più grandi, che lasciano immaginare mondi interi ancora da esplorare, ma anche perché questi racconti sono taglienti.

Maneggiateli con cura. C’è acciaio, sudore, sporcizia. Leggendo si sente l’odore della carne bruciata, del vento del nord, di birra e bordelli. Potreste chiudere il libro col sentore ferroso del sangue sulla lingua e una gran voglia di buttarvi in battaglia con una spada in pugno.

I racconti possono essere divisi in quattro parti: Ivory & Blood, il Ciclo Eretico, Maelström e Ivengral Saga.

Ivory & Blood è Sword & Sorcery. Per capirci, qui ci troviamo all’incrocio tra Conan il Barbaro, Il Trono di Spade e Skyrim. La magia è rara e selvaggia, risponde a regole tutte sue e non è del tutto comprensibile. Gli uomini vivono grazie al filo della propria lama. Il mondo è fango, neve, eserciti e imperi. Un culto opprimente sta conquistando il globo a poco a poco. E in mezzo a questo c’è Vortighern, un ex-cacciatore di draghi che combatte con due spade fatte con l’avorio delle sue prede, ormai estinte.

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Vortighern si lancia all’attacco, in questa concept art di Mattia Zoanni

Poi abbiamo quello che l’autore chiama “Il Ciclo Eretico”, dei racconti che hanno come tratto in comune il rapporto dell’umanità con la fede. Tra questi spicca di sicuro Come falene nella polvere da sparo, il racconto storico sui conquistadores spagnoli da cui è tratta la bella copertina disegnata da Paolo Barbieri, interessante sia come ambientazione che come stile di scrittura.

Maelström è un piccolo gioiellino che prende spunto dalla mitologia norrena dei vichingi, davvero ben fatto. Sembra una storia che potrebbe essere stata raccontata davanti a un corno di idromele dopo una bella razzia.

Infine c’è Notte di Lame a Tempofosco, che fa parte della Ivengral Saga, la serie di fantasy epico di Zarbo. Anche se questo sarebbe il terzo capitolo di questa saga e non ho letto i due precedenti, non mi sono trovato sperduto e anzi ho apprezzato l’inizio in medias res e i vari particolari sparsi qua e là da cui si poteva intuire cosa fosse successo fino a quel momento. Questo è fantasy più classico, con elfi, nani e via dicendo, ma l’impronta rovente dell’autore ha comunque plasmato qualcosa di originale dagli ingredienti già visti.

Come avrete capito Schegge mi è piaciuto molto, in particolare Il Cacciatore di Draghi, Come Falene nella Polvere da Sparo e Maelström.

Le uniche pecche che ho trovato sono l’uso di alcune parole volgari da parte del narratore (che è una mia fissazione personale, visto che non ho problemi quando le usano i personaggi) e il fatto che alcuni racconti brevi forse erano… troppo brevi. Quindi ne volevo ancora. Non proprio il più grande dei difetti!

Consiglio Schegge a quelli che cercano qualcosa di forte. È un bicchiere di liquore nero, forse avvelenato, forse maledetto da una sacerdotessa adirata, ma se siete stati scolpiti da almeno cento battaglie andrà giù senza problemi, infiammandovi dall’interno come la migliore delle pozioni. E sarete pronti per la prossima sfida.

Magari Ultima Oasi, il fantasy arabeggiante di Alfonso Zarbo che è appena uscito…

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