Racconto Improvvisati/ Febbraio 2017

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I Racconti Imporovvisati sono un esperimento di narrativa che stiamo facendo sul gruppo Facebook “Scrittori e Lettori Fantasy”, dove noi scrittori ci mettiamo a creare delle storie collettive, un pezzo alla volta.

Le regole sono semplici: puoi scrivere massimo tre periodi alla volta (anche se qualcuno si fa un po’ prendere la mano e li supera abbondantemente, ma non sono leggi scritte nella pietra) e, dopo che hai scritto, devi aspettare un’ora per poter scrivere un altro pezzo, dando così tempo agli altri di partecipare.

Come vedrete, dall’interazione tra menti diverse escono fuori racconti molto particolari, che secondo me hanno un fascino tutto loro.

A Febbraio abbiamo creato due storie: VV e Legame Primordiale. In entrambe troverete scritti i nomi degli autori che hanno creato ogni pezzetto, così da avere un’idea sul loro stile e sulla direzione in cui hanno portato il racconto.

VV è un racconto di Horror lovecraftiano e l’incipit è di Daisy Franchetto. Potete scaricare il pdf qui: racconto-improvvisato-vv

Legame Primordiale è un Fantasy/Ucronia con aggiunta di dinosauri e l’incipit è del sottoscritto. Lo trovate qui in pdf: racconto-improvvisato-legame-primordiale

Fateci sapere che cosa ne pensate, qui nei commenti. Io trovo questi Racconti Improvvisati molto divertenti, sia da fare che da leggere!

 

Opinione/ Come migliorare Rogue One: A Star Wars Story

Il 31 Dicembre 2016, finalmente, riuscii a vedere Rogue One, perché vivo su un asteroide che gira nella fascia di Kuiper e i film arrivano tardi. Comunque, siamo già a Febbraio 2017 e ho avuto tempo per ruminare su quello che penso del film. Su internet ho notato che le opinioni sono essenzialmente due: o è uno dei migliori Star Wars, oppure è peggio di Jar-Jar Binks.

Io mi trovo nel mezzo: per me è una bel film, ma ha diversi difetti che non gli permettono di raggiungere il suo potenziale. Poteva essere molto meglio.

Quindi vi spiegherò come lo avrei migliorato. Tenete a mente che questa è una specie di fan fiction scritta alla buona e che tutto è solo una mia opinione. Se avete adorato il film e lo trovate perfetto, ottimo. Se pensate che le mie idee facciano schifo, bene pure quello.

Prima però voglio identificare i problemi principali che ho trovato in Rogue One: i personaggi sono poco caratterizzati (a parte il mio bro K-2SO) e la storia vaga un po’ nel primo e secondo atto, prima dell’esplosiva battaglia finale che per me risolleva tutto il film da mediocre a buono.

E ora accendiamo i motori a iperguida e via!

 

TANTO TEMPO FA, IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA…

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Si parte.

La nostra storia inizia su Jeddah, dove un cargo di prigionieri viene portato a lavorare nelle miniere di cristalli. Siamo dentro il mezzo, accanto a Jyn Erso, già adulta. Il resto dei prigionieri sono strani alieni e ribelli catturati.

Il cargo si ferma e Jyn guarda fuori dalla finestrella. Un droide nero ha fermato tutti e sta parlando con gli assaltatori. Mentre parlano dà una manata nello sterno a uno, gli prende il fulminatore al volo e “Pew! Pew! Pew!” sfulmina tutti, seguito subito dalle grida dei ribelli imbacuccati che attendevano in agguato.

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Eviterò di fare battute sulle percentuali di successo, ok? C’è già C3PO per quello.

Si sentono spari e grida, tutto si scuote. La porta in fondo al veicolo salta in aria ed entra l’alieno gasato con la maschera che lavora per Saw Gerrera, che chiameremo Edrio Due Tubi (perché è il suo nome ufficiale).

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Quando sei un personaggio dal design accattivante, ma ti usano per mezzo secondo di film.

Liberano i prigionieri e li fanno uscire. Stanno cercando un pilota disertore tra i prigionieri e interrogano tutti sul posto. Jyn si guarda intorno e cerca una via di fuga. Si china a prendere la pistola di un assaltatore morto e scappa. Ferisce qualcuno degli inseguitori, ma la sua corsa dura pochissimo, perché le tirano una rete addosso. Edrio si avvicina ridacchiando e la gira sulla schiena. Gli chiede chi è e lei risponde: «Sono la pilota, ma non ho disertato perché non sono mai stata reclutata.»

Flashback.

In questa versione Jyn non è figlia del costruttore della Morte Nera, ma una truffatrice di alto livello che ha contraffato documentazioni e ha indossato una tuta per far finta di essere una pilota imperiale, riuscendo a rubare navi cargo e a rivendere il carico al mercato nero. Ogni volta ha rivenduto su un pianeta diverso, a un contatto diverso. Ci è riuscita per nove volte senza essere beccata, ma la decima il suo contatto su Jeddah l’ha tradita. Per questo l’hanno condannata ai lavori forzati nelle miniere di cristalli Kyber.

Fine Flashback

Edrio apprezza il suo sprezzo del pericolo e la porta nella base segreta, che è stata ricavata in un antico tempio jedi. Mentre camminano si avvicina K-2SO e le spiega che il suo contatto l’ha tradita perché pensava che lei fosse davvero una pilota imperiale e quel tizio odia gli imperiali a prescindere, come K-2, del resto.

Il carico l’ha rivenduto a Saw Gerrera e all’interno hanno trovato dei marchingegni mai visti prima. Potrebbero essere armi (in realtà sono componenti della parte della Morte Nera che serve a sparare il raggio) e speravano che lei ne sapesse qualcosa, ma Jyn non sa nulla. Mentre sono lì, incontrano Chirrut, che qui è sempre il Matt Murdock /Toph Bei Fong della situazione e un monaco protettore del tempio jedi.

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La sua tecnica di combattimento NON consisterà nel colpire soldati in armatura completa con un bastone.

Chirrut li ferma perché sente la vibrazione emanata dal cristallo che ha al collo Jyn. Lei spiega che era parte del pagamento per l’ultimo carico, ma Chirrut capisce subito che lei sta mentendo. Non indaga oltre, però.

La portano da Gerrera, parlano per un po’ e lui fa un discorso che ci fa capire il suo carisma, il motivo per cui tutti questi ribelli lo stanno seguendo.

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Gerrera è imponente, direi che non è proprio una mezza Saw.

Non si vedono seppie telepatiche da nessuna parte e il film va avanti.

Ora Jyn fa parte della ribellione perché Gerrera, anche se preferisce lavorare in modo indipendente su Jeddah, è un ribelle a tutti gli effetti. Niente “è troppo estremista per i ribelli”. Chi è contro l’impero è un ribelle, punto.

Gerrera offre a Jyn di far cancellare i suoi dati dal database imperiale, così che lei possa tornare libera. In cambio vuole che lei aiuti i ribelli.

Jyn, Chirrut, Edrio e K-2 fanno delle missioni insieme, si conoscono un po’ meglio, si apprezzano l’un l’altro e diventando un gruppo affiatato. Jyn utilizza le sue abilità da truffatrice per ottenere accesso a informazioni importanti, K-2 fa finta di essere un droide imperiale e spacca i fondoschiena a manate, Edrio è l’hacker del gruppo che ha riprogrammato K-2 e Chirrut è l’esperto di combattimento e il radar vivente. A Jyn inizia a piacere lavorare con loro.

Scopriamo anche diverse cose: il pendaglio di Jyn le è stato regalato dalla madre poco prima di morire per mano degli imperiali. Chirrut ha perso la vista toccando un cristallo proibito nel tempio Jedi. Edrio era un programmatore di droidi per l’impero e si è unito alla ribellione perché crede che sia il modo migliore per dare pari diritti ai droidi.

Diventano talmente bravi insieme che ormai vanno fuori sempre in gruppo e ottengono il nome in codice di Rogue One. Fanno missioni in vari pianeti e diventano famigerati.

Orson Krennic, capo dell’intelligence imperiale e sotto pressione costante da parte dell’Imperatore, diventa ossessionato dal pensiero di fermarli. È un uomo spietato e pericoloso, che ha messo base sulla Morte Nera per poterne proteggere i segreti. Però è anche un maniaco del controllo e spesso prende parte alle missioni per accertarsi che vadano come vuole.

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Cattivo, ma fashion.

Tarkin è a capo del progetto Morte Nera ma non lo vediamo nemmeno di striscio, e soprattutto non veniamo distratti dalla sua plasticosa ricostruzione fatta al computer.

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Questa versione è più realistica

Durante una missione, i ribelli assaltano uno Star Destroyer come distrazione e mandano Rogue One per estrarre i piani degli AT-AT.

Si imbattono in Orson Krennic e il suo squadrone della morte: è una trappola!

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Gli altri ribelli vengono macellati e il nostro gruppetto sopravvive per pura fortuna (Chirrut dice che è stata la Forza). Jyn non vuole andarsene a mani vuote e approfitta del caos per girare intorno alla battaglia, infiltrarsi sulla nave di Krennic e rubare dei file. Edrio li decripta: esce fuori che l’impero ha finito di costruire da poco la Morte Nera e ci sono anche gli schemi di costruzione del raggio ammazza pianeti, che utilizza i cristalli kyber e i componenti che aveva trovato Jyn.

Vanno alla base dei ribelli classici e loro spiegano che lo sapevano già e che sono anni che sabotano i lavori (perché sono iniziati al termine di episodio 3). Edrio si fa avanti e dice che sulla Morte Nera ci deve essere la planimetria, perché i droidi devono avere accesso per fare le riparazioni. Potrebbe esserci un punto debole e con quella lo scoprirebbero. Prima nessuno lo prende sul serio, ma dopo l’intervento di Jyn e Chirrut gli danno ragione.

I nostri eroi partono e si devono infiltrare uno per uno nella Morte Nera, per non dare nell’occhio. L’unico a rimanere fuori è Edrio, che fa da supporto via radio. Poi si avvicina un caccia stellare TIE, che atterra e si apre lentamente.

CHHH CHHH. È Dart Fener, arrivato per parlare con Krennic della fuga di dati.

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L’abilità di distruggere un pianeta è insignificante in confronto alla potenza della sauna.

Krennic se la vede bruttissima, ma riesce a spiegare a Fener che è tutta colpa di Rogue One e che secondo lui sono la minaccia numero uno per l’Impero. Fener sente la sua rabbia e l’odio che prova per Rogue One, così decide di credergli e lo lascia in vita.

Sequenza alla Mission Impossible e Ocean’s Eleven, con raggiri, hackeraggio, furto di uniformi eccetera.

Alla fine K-2 riesce a ottenere i piani, ma viene scoperto dagli scagnozzi di Krennic. Edrio fa saltare le luci per un po’ e K-2 riesce a trasferire i piani in un chip e lo nasconde.

CHHHHH. CHHHHH. Fener è qui.

K-2 viene raggiunto dal sith e fatto a pezzi con la Forza. Facciamo vedere che il gruppo è devastato dalla perdita dell’amico. Il buio è illuminato a intermittenza dalle luci dell’allarme. La sirena è assordante. Chirrut e Jyn vanno a recuperare il chip, ma dopo poco si trovano Dart Fener davanti.

Chirrut chiede a Jyn il suo cristallo e lei glielo lancia.

«Sono tutt’uno con la Forza. La Forza è con me.»

Inserisce il cristallo nel bastone, che si rivela essere una specie di lancia laser, salvata dal tempio jedi. Jyn gli chiede se davvero ha intenzione di combattere con quel mostro e Chirrut dice di no: vuole solo prendere tempo.

L’allarme termina. È tutto buio. ZWIINNN: spada laser rossa. La lama gialla di Chirrut si scontra con quella di Fener. Jyn prende i piani, si gira e scappa senza guardarsi indietro. Vediamo ancora qualche attimo di lotta tra Fener e Chirrut, ma sappiamo come andrà a finire.

Jyn riesce a sfuggire grazie all’hackering di Edrio, che chiude le porte dietro di lei e apre quelle davanti, rallentando Fener. Raggiunge una scialuppa di salvataggio e si sgancia dalla Morte Nera appena in tempo, indirizzata verso Scarif, che è lo stesso pianeta tropicale della fine del film.

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Venite su Scarif! Mare, palme, sabbie biance, veicoli quadrupedi da combattimento…

Lì viene raggiunta da Edrio e da altri ribelli guidati da Saw Gerrera, che sono lì per proteggerla e portarla fino al centro di trasmissione più vicino, per mandare i dati. Peccato che, come nel film originale, l’antenna sia in mezzo alla base imperiale, ma in questo caso la base è anche il luogo dove si costruiscono gli AT-AT  (quelli nel film si chiamano AT-ACT a quanto pare). Un messaggio dalla Morte Nera mette in guardia l’intera base e si attivano anche AT-AT per cercare e vaporizzare i nostri eroi. Per fortuna Gerrera ha portato qualche pilota ribelle, così la lotta si fa più bilanciata… non per molto, perché arriva il caccia TIE di Fener, col suo gruppo di piloti imperiali.

Questo è il climax, una tesissima infiltrazione nella base nemica, interrotta da scene d’azione esplosive, con Jyn che si tiene stretta i dati, Edrio che fa magheggiamenti vari  con la tecnologia e gli altri ribelli che vengono fatti a pezzi per rendere chiaro che sono messi malissimo. Gerrera muore in modo eroico, per salvarli dall’attacco a sorpresa di Krennic, che li ha seguiti fin lì.

Alla fine, Jyn è ferita a un braccio e Edrio ha solo un tubo rimasto, con cui respira a malapena. Arrivano in cima alla torre, Edrio si mette al lavoro e c’è la scena che si vede nel trailer ma che è stata cancellata nel film: un caccia stellare TIE sale la torre e si piazza davanti a Jyn, che si prepara a sparare.

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Pubblicità ingannevole.

L’abitacolo però si apre e Jyn rimane a bocca aperta: è Chirrut! Si è salvato, anche se gli manca un braccio, ma lui la rassicura dicendo che per fortuna le spade laser cauterizzano la ferita, quindi starà bene. È riuscito a volare fin lì con la Forza ed è pronto a portarli in salvo. L’attimo dopo balza giù dalla navicella e devia un raggio sparato da uno scagnozzo di Krennic, diretto a Jyn. Il nostro antagonista è lì, insieme a cinque dei suoi uomini più fidati e fa allontanare Edrio dalla console minacciando di uccidere i suoi due amici. Jyn gli dice di non farlo e Edrio le confessa di amarla. Krennic rimane disgustato da questo, ma è contento che Edrio si sia fermato per via del suo affetto per Jyn.

«Non mi importa più niente della ribellione, Jyn. Ormai combatto solo per te. Anche questo, lo faccio per te.»

Preme “invio” e il messaggio parte per la nave ribelle più vicina. Krennic ordina ai suoi di sparare e Edrio, disarmato e ferito, è il primo a morire. Chirrut salva Jyn e sé stesso riflettendo i raggi con la sua lancia laser e Jyn spara per uccidere. Il combattimento è tremendo e Chirrut alla fine soccombe.

Rimangono solo Krennic e Jyn, entrambi senza più armi e stremati. Un combattimento corpo a corpo in cima alla torre, spinto da un profondo odio reciproco, in cui i due si parlano e si confrontano, raccolgono armi e vengono disarmati. Alla fine Krennic le spara nella gamba con l’ultimo colpo di una pistola, la butta a terra e comincia a strozzarla. Jyn trova a tastoni la lancia laser di Chirrut, la accende e gliela pianta nella pancia, liberandosi. Barcolla, si inerpica sul caccia stellare TIE e vola via, portandosi dietro l’arma.

Altri caccia stellare TIE atterrano poco dopo e Dart Fener esce fuori da uno. Cammina verso Krennic, che lo prega rantolando di inseguire Jyn, ma Fener non lo ascolta.

«Sei stato una delusione, Krennic. L’Imperatore ha deciso di sollevarti dalla tua posizione.»

lo alza in aria con la Forza e gli schiaccia la gola con lentezza, finché non muore. Poi si rivolge agli altri che sono usciti dalle navicelle.

«Voglio sapere a quale nave è stato inviato il messaggio. Subito.»

Butta il corpo di Krennic giù dalla torre e un tecnico si avvicina alla console di corsa, spippola un po’ e si gira verso Fener.

«Presso Alderaan, signore. Sembra la nave della principessa Leila.»

«Preparate gli uomini. Andiamo a fare una visita alla principessa.»

Scena finale.

Jyn zoppica al centro di un villaggio su una luna remota, utilizzando la lancia jedi come bastone. Sono passati diversi anni, si vede dai capelli grigi che sono apparsi sulla sua testa e dalle rughe sul volto. Jyn si siede su una panchina e guarda un gigante gassoso tramontare. Vediamo che il villaggio è popolato solo da robot e due si avvicinano con timidezza, un droide protocollare argentato e un astrodroide verde.

«Madre Jyn, R3-Q6 insiste che vorrebbe sentire di nuovo quella storia. Gli ho detto che non era il caso, santa pazienza, ma è inamovibile.»

L’astromech pigola qualcosa.

Jyn sorride e gli accarezza il capo.

«Va bene, nessun problema. Sedetevi. Vi racconterò ancora di come scoprimmo il punto debole dell’Impero. Vi racconterò ancora di Rogue One.»

FINE

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Le mie più sentite scuse per i fan di Coso, ma non c’era spazio per lui.
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Baze era gasato, ma non aggiungeva niente alla storia 😦

Che ne dite? Fatemelo sapere nei commenti! Mi cospargo già il capo di cenere nel caso avessi fatto qualche errore: non sono un esperto di Star Wars, ma mi piacerebbe comunque essere preciso. Che la Forza sia con voi!

Recensione/ Millennials di Fabio Cicolani

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La bella copertina di Millennials, creata da Antonio De Luca

Quando ho preso in mano Millennials, ho subito pensato a un libro sui supereroi, ma è sbagliato: questo è un romanzo su ragazzi con superpoteri, che è ben diverso. La nostra protagonista Jennifer, detta Tesla per i suoi poteri elettrici, non sventa rapine in banca, anzi, una delle prime cose che fa è cercare di svaligiare una gioielleria.

Sinossi

Nessuno ha detto a Jennifer come essere una Millennial, gestire dei superpoteri e soprattutto mettere a segno una rapina in una gioielleria senza essere scoperta. Lei è semplicemente una ragazza che ama il parkour, non ha molti amici e vuole aiutare la madre a togliersi dai guai.

Ma Jennifer non sa niente del suo destino. Non sa che a Bologna esistono altri ragazzi speciali come lei, che ha addirittura un gemello e che Magnus Atlas, il creatore del progetto Millennials, è uno squalo senza scrupoli che odia le sue stesse creature e sta tessendo oscuri progetti dei quali lei è una pedina fondamentale.

Jennifer si ritroverà così a vivere avventure incredibili, che la porteranno addirittura viaggiare nel tempo, per cercare la verità sul suo passato succo di tutti gli altri millenni, per riuscire, insieme, a trovare un modo per sopravvivere e un posto da chiamare casa.

Cosa ne penso

In questo romanzo si respira un’atmosfera surreale, del tutto diversa da quella da fumetto che uno si immaginerebbe vedendo la copertina. È uno strano miscuglio tra lo stile sognante di un racconto per bambini e un romanzo Young Adult, ma, incredibilmente, funziona.

Per fare qualche esempio: il viaggiatore del tempo, Jikan, diventa in bianco e nero quando va nel passato e tra un balzo e l’altro sosta in un infinito Treno del Tempo. I “digidroidi” comandati dall’antagonista, Atlas, si incrinano come schermi a cristalli liquidi e quando muoiono si scompongono in pixel. La superforte Chewton ottiene le sue abilità masticando chewing gum e per effetto collaterale assume il colore di quello che mastica.

Tutto questo in un romanzo dove non si risparmiano disperazione, morte e crisi esistenziali. Il target è evidentemente adolescenziale, ma come Harry Potter è godibile anche dai lettori un po’ più stagionati.

Ho trovato simpatica l’idea di inserire all’interno del libro post su Facebook e Twitter creati dai personaggi, dando a tutto un’area di contemporaneità e freschezza. Proprio per questo, però, alcune citazioni fatte dall’autore potrebbero scivolare sopra la testa dei più giovani, che dovranno fare affidamento su Wikipedia per coglierle tutte.

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Un esempio dei ritagli web inseriti nel romanzo.

Millennials include un ampio cast di personaggi, dai poteri più disparati. Quello che mi ha colpito di più è stato Plajo, che può far obbedire chiunque a ogni suo comando e tuttavia non scade nel delirio di onnipotenza, tipico di chi ha questo potere. La sua è anche la storia che mi ha fatto più impressione, dati i temi pesanti trattati.

Purtroppo non posso dire lo stesso per Jennifer, la protagonista, che non sono riuscito a farmi piacere a causa del carattere scontroso. Questione di gusti personali, però: Jennifer è la classica adolescente ribelle, in cui si riconosceranno diverse lettrici. Il fatto che abbia letto il romanzo con gusto, pur non amando la protagonista, è un plauso alla qualità degli altri personaggi.

In definitiva, anche se non faccio più parte del target di Millennials, mi è comunque piaciuto, soprattutto per l’originalità e per il colpo di scena finale (che di sicuro manderà in tilt qualche lettore più giovane, in senso buono). Ai tempi della scuola lo avrei di sicuro divorato in un paio di pomeriggi, “scordandomi” di fare i compiti per arrivare in fondo.

Aspetto il seguito, che leggendo l’ultimo capitolo è praticamente certo!

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