Top 5 scrittori fantasy che non conoscevate

TOP 5
Ci sono scrittori famosi all’estero che sono poco conosciuti da noi, ma anche autori celebri per altri generi che si sono cimentati nel fantasy e altri, meno fortunati, che nonostante la bravura non sono ancora riusciti a farsi notare dal grande pubblico.

Con questa lista vorrei farvi conoscere qualcosa di nuovo. I titoli dei libri sono cliccabili e vi porteranno alla pagina per acquistarli. Senza altri indugi, partiamo!

Top 5 grandi autori fantasy che non conoscevate

(In nessun ordine particolare)

(Tranne il numero uno, che è il migliore)

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Recensione/ Dodici Porte di Daisy Franchetto

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La Copertina di Dodici Porte, creata da Livia De Simone

Una nuova Alice nel Paese delle Meraviglie. Preparatevi a un viaggio nei recessi del vostro inconscio, dove i sogni possono aiutarvi o uccidervi. Una storia che vive nel crepuscolo, fluttuando tra una terribile realtà e un mondo onirico senza confini.

Sinossi

Dodici Porte è una fiaba dark che si snoda attraverso dodici passaggi che la protagonista Lunar deve superare, scoprendo luoghi e mondi inaspettati. Inizia cosí un percorso di guarigione spirituale dalle violenze subite nel mondo reale. Un viaggio iniziatico alla scoperta delle proprie origini. I personaggi e i luoghi che Lunar incontra sono simboli generati dal suo subconscio, manifestazioni del suo dolore.
Lunar è una giovane ragazza, che una terribile notte si trova a fuggire per strade sconosciute dopo essere stata vittima di una violenza. Corre, fino a raggiungere una porta. La porta della Casa. La prima porta di un viaggio onirico che la porterà a ricostruire i pezzi della propria identità e a rimarginare le ferite subite. La ragazza tenterà di far fronte all’angoscia contando sulle proprie forze e sull’aiuto della famiglia, ma quando si ritroverà faccia a faccia con il suo carnefice, si renderà conto di aver bisogno di un aiuto che non avrebbe mai pensato di ricevere. Inizia così il percorso di guarigione all’interno della Casa, alla scoperta di personaggi e luoghi fantastici, figli della sua psiche e non solo. Dodici tappe di trasformazione. Dodici porte che si aprono una dentro l’altra.

Cosa ne penso

Di solito detesto le allegorie e Dodici Porte è allegorico dall’inizio alla fine, eppure ho amato questo romanzo. Il messaggio che la scrittrice ci vuole far capire arriva in modo organico attraverso la storia, perché le allegorie sono per Lunar e non per noi. La protagonista subisce uno stupro all’inizio della storia, questo è importante farlo notare non solo per le lettrici e i lettori che potrebbero esserne turbati, ma anche perché, forse per la prima volta da quando leggo romanzi, è trattato con vero tatto. Non è una scena gratuita, non è buttata lì come motivazione di vendetta, non si sofferma in modo macabro su cosa le sta succedendo. Semplicemente, è un trauma profondo.

La cosa che più mi ha colpito è stata l’umanizzazione dell’uomo che l’ha aggredita. Sì, anche lui un tempo era una persona decente. Ci viene raccontata la sua storia e noi, come Lunar, non vorremmo sentirla, vorremmo solo pensare a quel criminale come a una bestia. Ma il romanzo ci costringe a vedere come la mente possa spezzarsi per dare spazio solo agli istinti più bassi.

La psiche di Lunar, però, non si rompe. La ragazza è forte e, con l’aiuto della mistica Casa, intraprenderà un percorso di guarigione interiore che la porterà a una trasformazione totale. All’inizio vedremo una serie di prove, poi una vera e propria missione, come quella di un fantasy classico, con popoli stranieri da aiutare e alleati magici.

Quest’ultima è la parte insieme più forte e più debole del romanzo, per me. Forte perché le razze, le tradizioni e il mondo presentato sono davvero originali e interessanti. Debole per l’antagonista che avrebbe avuto bisogno anche lui di un flashback per farci capire da dove viene tutta quella malvagità (è intuibile che provenga dalla sua società corrotta, ma ci viene fatto capire che lui è speciale in quanto a crudeltà).

Dodici Porte è insieme un’esplorazione della mente di Lunar, dei luoghi fantastici in cui si trova e degli svariati personaggi che incontra lungo il suo cammino, per questo l’utilizzo della narrazione in terza persona onniscente funziona bene, mentre di solito trovo più efficace quella limitata a un personaggio per volta.

Non voglio rovinarvi la sorpresa di scoprire tutti i bislacchi e/o inquietanti personaggi che troverete tra queste pagine, ma vi posso assicurare che vi rimarranno in mente molto dopo aver chiuso il libro.

Dodici Porte è una perla tutta italiana e non vedo l’ora di leggere il seguito, Sei Pietre Bianche, che mi aspetta sul mio lettore ebook. Davvero un’ottima scoperta.

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