Recensione/ Sei Pietre Bianche di Daisy Franchetto

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Preparatevi a tuffarvi nel cosmo della mente umana.

Dopo Dodici Porte (se non avete letto la mia recensione di quel libro/trip, eccola qui) tornano le avventure di Lunar, stavolta attraverso sei lapidi bianche, ognuna legata a una Dimensione diversa.

Anche stavolta, preparatevi a qualcosa di strano e meraviglioso, come piace a me.

Sinossi

Lunar è tornata. A tre anni dall’esperienza nella Casa e dalla violenza che l’ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina.

Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l’anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti.

Dopo l’ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c’è l’amico Sinbad a ricordarle chi lei sia.

Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele.

Lunar e Sinbad, con l’aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rappresentati da sei lapidi bianche. Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti. Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell’inconscio.

Cosa ne penso

Lo dico subito: questo libro mi è piaciuto ancora di più di Dodici Porte… e io ho amato Dodici Porte.

La quantità di idee che ribollono in questo romanzo ha dell’incredibile e tutte le varie Dimensioni che ho visitato nelle sue pagine sono ben distinte e dotate di una propria personalità. Esatto, i luoghi hanno carattere.

Ecco, guardate la mappa dell’Ovoide delle Dimensioni illustrata da Lucrezia Galliero, tanto per farvi un’idea.

Ovoide delle dimensioni

In particolare mi hanno colpito la Città Cimiteriale (dove finiscono tutti i morti), Tukana (la città delle pulsioni e degli eccessi) e gli Oceani Perduti (con il suo affascinante e ripugnante re che vive in un palazzo a picco sul Mare delle Emozioni).

I personaggi non sono da meno e Lunar stavolta è più matura, sicura di sé e conscia delle proprie abilità di veggente. Torna anche l’angelo Amos, con un ruolo centrale alla trama che lo metterà in contatto con la crudele regina di Tukana, Selena, un personaggio che si rivelerà molto più complesso di quanto non sembri all’inizio.

Ci sono pure le lumache giganti, apparse in Dodici Porte come simpatici personaggi di contorno, mentre qui diventano cacciatrici implacabili e — devo ammetterlo — inquietanti. Complimenti a Daisy per aver creato tensione con delle lumache che inseguono i protagonisti, in mano a un autore minore sarebbe stata una cosa ridicola.

Quello che ruba lo show però è Sinbad il Cane Ctonio, già uno dei favoriti in Dodici Porte nonostante la presenza limitata. Qui dà il meglio di sé. Non voglio dirvi altro perché c’è dietro uno dei grandi colpi di scena del romanzo.

Di negativo posso solo dire che avrei voluto una descrizione più approfondita degli abitanti di Tukana e che una “rivelazione” legata a un personaggio l’ho capita subito appena è apparso, quindi dover aspettare che lo capisse anche Lunar è stato un po’ agonizzante. Avrei anche voluto rivedere Diaballo, ma non si può avere tutto dalla vita.

Ah, mi sono quasi scordato di dire che ci sono dei draghi e che sono legati ai principi dell’alchimia, cosa che mi ha fatto venire gli occhi a cuore come nei cartoni animati.

Che vi posso dire ancora? Non voglio rovinarvi nessuna sorpresa, quindi andiamo, forza, comprate Sei Pietre Bianche! 

Ora ha pure la copertina ganza che si unisce agli altri due per creare un paesaggio.

lunar

Già, perché questa è una trilogia. Tre Lacrime d’Oro, sei già mio.

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Daisy Franchetto è entrata nella mia Top 5 scrittori Fantasy che non conoscevate. Se volete scoprire qualcosa in più si di lei e su altri autori poco noti ma di grande talento, potete trovare l’articolo cliccando qui.

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