Recensione/ Mostri di Londra di Mala Spina

Questo è il primo libro di Mala Spina che leggo e wow… mi stavo perdendo qualcosa di speciale!

Benvenuti, ladies and gentlemen, in una Londra vittoriana dove i mostri si nascondono tra gli umani e gli umani si tramutano in mostri. Appendete qui l’abito e lasciate a me il cappello, vi aspetto al tavolo per un bicchiere di elisir e una storia da azzannare.

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Trama

Londra 1897.
Guinevere “Ginny” Patel è una giovane aspirante medium che intende riscattare il proprio passato di miseria. La seduta spiritica che dovrebbe segnare l’inizio della sua carriera è organizzata, ma un uomo affascinante e misterioso si presenta non invitato.
Lo sconosciuto è dotato di un fascino cui Ginny non riesce a opporsi, ne sconvolge le certezze e la morale fino a trascinarla nel ventre oscuro della città, in ville abitate da strani personaggi e feste lussuose piene di pericoli.
Nella Londra vittoriana di fine ‘800, si nasconde una realtà dominata da mostri orribili e creature delle leggende, ignota agli occhi dei suoi abitanti.
Tra creature bizzarre e uomini bestiali dalla volontà in grado schiacciare la determinazione di Ginny, la ragazza scoprirà nel modo più spaventoso quanto siano reali i suoi peggiori incubi.
Eppure anche nelle tenebre e nell’insolito si possono trovare tracce di umanità.

Cosa ne penso

Mostri di Londra ci fa entrare subito in un’atmosfera vittoriana, vista però attraverso una lente dissacrante. Ginny entra in un mondo oscuro fatto di mostri, antichi dei e uomini pericolosi, ma non si perde mai d’animo e mantiene i piedi per terra anche durante le scene più incredibili.

Questo è un libro scritto bene, voglio sottolinearlo. Scritto bene per i soliti motivi di grammatica e stile, ma anche perché l’autrice sa esattamente su cosa fare leva per soddisfare il suo pubblico. Tutti i personaggi sono interessanti e deviano dai cliché del genere con diversi particolari, inoltre la parte di “romance” è trattata in modo così peculiare che non è nemmeno categorizzabile come tale. Infatti Guinevere si trova attratta da un paio di personaggi, ma non in modo naturale: è sotto l’influsso di poteri magici e ipnotici.

Da questo però emerge il mio unico problema con Mostri di Londra: Ginny è troppo passiva, le cose accadono senza che lei possa farci niente e diverse volte si trova sotto l’influsso di un altro personaggio e non può controllarsi.

Comunque la passività della protagonista credo che sia soltanto un espediente per presentarci questa Londra bizzarra il più in fretta possibile e dal finale sembra che nei prossimi libri Ginny diventerà molto più attiva.

Tra le cose che ho adorato invece ci sono l’inventiva di alcune situazioni (qualcuno dopo aver utilizzato un potere ne paga il prezzo vomitando un dio. Sì, avete letto bene) e l’utilizzo di mitologie poco esplorate come quella slava.

Il libro ha picchi di violenza verso la fine che però non ho trovato gratuiti e che aggiungono solo alla sensazione che Ginny si sia messa in un bel guaio. Poi, posso dirlo? Finalmente lupi mannari e vampiri come si deve, ovvero terrificanti. Devono essere così, ti devono far cambiare le mutande ogni volta che ti guardano, per un motivo o per un altro.

Davvero ottimo il personaggio di Lord Richmond, una figura misteriosa dal fascino magnetico. Si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte al re della Londra segreta, un uomo senza eguali che impone un timore reverenziale ovunque si trovi.

Ginny, la protagonista, mi ha fatto apprezzare la narrazione in prima persona, a cui di solito preferisco la terza persona limitata. Ha carattere, non è la solita protagonista vuota che serve come punto d’inserimento per il lettore.

Di Wright e Hughes non vi dirò niente, a parte che non vedo l’ora di conoscerli meglio nei sequel e che mi sono piaciute molto le interazioni tra i due. Non voglio rovinarvi la sorpresa sulla loro natura.

Conclusioni

In pratica Mostri di Londra è concepito come l’episodio pilota di una serie tv e quindi non solo c’è la preparazione al resto della serie (che è terminata e include Orrore a Whitechapel, Fantasmi sul Tamigi e Demoni da Highgate), ma ha anche un suo arco narrativo ben delineato, con tanto di cliffhanger finale che ti vuole far affondare subito i denti nel libro seguente.

Sono davvero contento di aver trovato un altro talento del fantasy italiano e continuerò di sicuro a leggere i libri di Mala Spina!

Forza, che ci fate ancora qui? Andate a leggere Mostri di Londra (Victorian Horror Story vol. 1) e fatemi sapere che ne pensate!

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