Recensione/ Gli Eredi di Atlas. La Guerra degli Elementi vol. 1, di Veronika Santiago

Glieredidiatlas
Copertina creata da Alessandro Gardenti

Fuoco. Acqua. Terra. Aria. Etere.

La storia del nostro mondo è intrecciata da trame indissolubili, forgiate con questi elementi. Una storia custodita da pochi eletti, tramandata attraverso gli abissi del tempo. Siete pronti a ereditare le conoscenze degli antenati e accettare il destino degli Eredi?

La barca è pronta, il motore romba. Partiamo per OgniDove.

Trama

Scozia. Promesse di successo, di lavoro e di risposte, aiuto per una fuga: così uno sconosciuto convince un’aspirante cantante, un marinaio, una studentessa e un rampollo ricoverato in una clinica psichiatrica, a seguirlo su un’isola che è ovunque e in nessun luogo: OgniDove.
Là Aisha, Dean, Aurora e Duncan scopriranno il vero motivo per il quale sono stati condotti con l’inganno ai margini del mondo: la storia è incompleta. I dieci Reggenti dell’antica Atlas, all’apice della grandezza, si sono dati battaglia fino all’annientamento ma il loro potere sugli elementi non è andato perduto. Non sarà facile accettare di essere Eredi di un così gravoso fardello: tra dubbi e insicurezze, aiutati dagli abitanti di OgniDove, discendenti dei superstiti di Atlas, i ragazzi cominceranno l’addestramento per risvegliare le loro facoltà.
Ma gli elementi sono cinque: dove si trova l’Erede dell’Etere? E quali sono i piani degli Altri Eredi? Inizierà così una lotta contro il tempo alla ricerca dell’Etere.

Cosa ne ho pensato

Gli Eredi di Atlas – La Guerra degli Elementi vol. 1 è un libro d’esordio. Questo evocherà un certo tipo di aspettativa in voi, ne sono certo. Di solito dal primo romanzo di un autore ci si aspetta un fiasco tremendo o una miracolosa partenza a razzo.

Bene, Gli Eredi di Atlas è una via di mezzo. Si sente tutto il potenziale, ma ci sono alcuni problemi degni di nota, di cui vi parlerò tra poco. La cosa importante è questa: il libro è comunque leggibilissimo e scritto in modo competente. Inoltre diverse persone di cui mi fido mi hanno assicurato che i seguiti migliorano in modo netto. Sono curioso di leggerli per scoprire la differenza.

Partiamo dalla premessa: alcuni di voi avranno roteato gli occhi leggendo dei quattro protagonisti con i poteri elementali. Ormai è un classico (la cui rappresentazione migliore per me si trova nella serie animata Avatar: La Leggenda di Aang), ma non per questo deve scadere nel cliché.

Sono contento di poter dire che Veronika Santiago è riuscita a sfuggire alla trappola. I protagonisti sono la reincarnazione di antichi campioni dai vastissimi poteri: i Reggenti, vissuti milioni di anni fa. Questo crea una dinamica molto interessante in cui i ragazzi devono imparare dai loro antenati per riuscire a dominare i propri poteri e vengono anche influenzati dalle loro emozioni. Qualcosa che non si vede tutti i giorni!

Le scene ambientate ad Atlas, vissute attraverso delle visioni, sono la parte che mi ha colpito di più del libro. Sono scritte molto bene e ci trasportano in un altro mondo, dipinto in tratti surreali. Devo ammettere che avrei letto volentieri un romanzo interamente ambientato in questa epoca e con i Reggenti come protagonisti.

I quattro ragazzi che seguiamo ne Gli Eredi di Atlas, invece, hanno qualche spigolo da limare. Prima di tutto una stupidaggine che darà noia solo a me: i nomi delle due ragazze iniziano con la “A” e quelli dei ragazzi con la “D”, inoltre c’è un personaggio che appare spesso di nome Dominique, quindi ci sono tre maschi con la “D”. Questo ha confuso il mio cervello da criceto diverse volte e ho dovuto rileggere delle pagine per ricordarmi quale nome corrispondesse a un dato personaggio.

Parlando dei protagonisti, il bello e dannato Duncan è insopportabile, almeno per me. Non ho alcun problema con i personaggi antipatici, anzi, trovo che sia una scelta coraggiosa, però Duncan è in pratica il leader del gruppo e quindi passiamo molto tempo insieme a lui. Il suo atteggiamento nei confronti delle ragazze, da vero playboy consumato, mi ha fatto sperare che qualcuno gli desse uno schiaffo (o perché no, un pugno) in faccia, ma ahimè non ha mai avuto quel che si meritava.

Per fortuna c’è Dean che lo contrasta un po’, anche se poveraccio non gliene va bene una.

Le due ragazze sono quelle che mi sono risultate più simpatiche e mi è piaciuto molto il rapporto tra Aisha e alcune creature che si trovano sull’isola di OgniDove (non voglio spoilerare troppo, quindi dirò solo che le scene in cui appaiono questi esseri sono tra le più intriganti).

I ragazzi interagiscono spesso tra loro, ma ho sentito la netta mancanza di momenti slegati dall’allenamento o dalla tensione amorosa. Non ci sono scene in cui i quattro si rilassano assieme, parlando del più e del meno. Le ragazze non si confidano l’una con l’altra. Certo, è anche vero che i nostri protagonisti sono tutti tipi solitari, però manca un vero legame spontaneo e umano che avrebbe aggiunto parecchio alla storia.

Questo è un peccato, perché di tempo per approfondire l’amicizia ce n’è: gli Eredi non lasceranno OgniDove fino al 90% del libro. L’isola è comunque un posto affascinante e descritto molto bene, quindi non mi lamento per niente di questo. Mi è piaciuto esplorarla insieme agli Eredi.

Ora veniamo al punto più critico per me: gli antagonisti non li conosceremo fino a quell’ultimo 10% del romanzo. Tutto l’allenamento viene fatto senza una minaccia concreta da temere e i conflitti per la maggior parte del libro sono scaramucce tra i protagonisti. Eppure i nemici sono molto interessanti e fanno pressione sulle specifiche debolezze di ciascun Erede, tirandone fuori il meglio. Dal loro arrivo il romanzo inizia a sfruttare il suo grande potenziale e diventa qualcosa di entusiasmante, qualcosa che credo sarebbe dovuto essere molto prima.

Conclusioni

Spero di non essere sembrato troppo cattivo con Gli Eredi di Atlas. Ho finito di leggerlo e ho scritto una recensione, cosa che faccio solo con i libri che apprezzo.

Quel che volevo far capire è che il romanzo, per usare una metafora culinaria, non è cotto a puntino. Il sapore è decisamente buono, ma ci sono parti un po’ dure da masticare e manca giusto un pizzico di pepe.

Comprerò di sicuro i seguiti, così da vedere il cambiamento. Senza contare che ci saranno gli antagonisti introdotti alla fine di questo romanzo, quindi partono già con una marcia in più!

Sono molto curioso di sapere la vostra opinione su Gli Eredi di Atlas – La Guerra degli Elementi vol. 1, quindi se lo avete letto lasciate un commento qua sotto e fatemi sapere che ne pensate! Se invece non lo avete ancora letto e vi ho incuriosito, lo trovate in versione ebook e cartaceo cliccando qui.

Al prossimo articolo!

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Volete leggere altre recensioni del sottoscritto? Ecco la lista di tutte le recensioni che ho fatto finora!

Ma oltre a criticare so anche scrivere? Sta a voi decidere: trovate qui il mio primo romanzo da scrittore indipendente, Torce nel Diluvio.

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