Recensione/ Noi, Oltre i Confini del Tempo, di Tania Dejoannon

copertinanoct

La vita spesso è ingiusta, ci prende a frustate e ci indirizza sul cammino sbagliato. Per fortuna c’è chi dedica la propria esistenza ad aiutare chi si è perso, come fa Giulia, la protagonista di Noi, Oltre i Confini del Tempo. Solo che a volte quelli che soccorrono gli altri hanno loro stessi bisogno di soccorso.

Anch’io richiedo aiuto: questo è il primo romanzo che recensisco sul blog a non avere elementi fantastici! Quindi ho chiesto supporto alla mia amica Ilaria, che ha letto il libro molto prima di me ed è avvezza a questo genere.

Ciao Ilaria!

ILARIA: Ciao! Sono contenta di essere qui.

THOMAS: Felice di averti a bordo! Devo confessare di aver chiesto il tuo aiuto mentre ero ancora a metà di Noi, Oltre i Confini del Tempo e pensavo che la componente romance sarebbe diventata a breve molto più ampia. Io col romance non ci vado molto d’accordo. Invece sono rimasto piacevolmente sorpreso e mi sono divorato il resto del libro in un pomeriggio!

ILARIA: Te l’ho detto che meritava!

Trama

Affrontare la vita non è una cosa semplice, soprattutto quando dalla vita non si ha avuto molto. Giulia ha un solo obiettivo: aiutare gli altri nelle difficoltà di tutti i giorni, proprio perché lei quell’aiuto non l’ha mai ricevuto mentre saltellava da una famiglia affidataria a un’altra. Un giorno un evento però la mette a dura prova. Una donna le lascia suo figlio. Per Giulia sarà l’inizio di una serie di perdite, che la metteranno alla prova in un mondo in cui l’altruismo è cosa passata, in cui lei vorrebbe avere il controllo su tutto. L’unica cosa su cui potrà contare sarà il tempo e un ragazzo che, nonostante i suoi difetti, non l’abbandonerà mai.

Cosa ne abbiamo pensato

THOMAS: Come dicevo, Noi, Oltre i Confini del Tempo (da qui in avanti “NOCT”) non è il genere di libro che leggo di solito. Il titolo fa pensare a un romance, magari con elementi di viaggio nel tempo, ma non c’entra niente: questo è il racconto della vita della protagonista. È uno spaccato di esistenza (“slice of life”) decisamente interessante. Quello che mi ha colpito subito è lo stile di scrittura, molto discorsivo e leggero, come se Giulia parlasse direttamente col lettore davanti a una tazza di caffè fumante. A te cosa ha colpito?

ILARIA: Questo è uno di quei libri perfetti per la sera, quando ti vuoi dedicare a qualcosa di non troppo impegnativo ma emozionante. Giulia ti trascina con delicatezza nei vari momenti della sua storia, lasciando sempre un pizzico di voglia di continuare la lettura. Mi ha colpito il proprio questo: lo stile che ti attrae e, come in un film, ti trasporta nella vita dei personaggi.

THOMAS: Sì, verissimo, la delicatezza è un altro tratto distintivo. La storia affronta tematiche anche pesanti, ma lo fa con leggerezza senza comunque togliere impatto emotivo. Davvero ben scritto. Questo mi porta a parlare di una cosa che credevo avrei odiato, ma che invece non ha inciso per nulla in senso negativo: NOCT è scritto in prima persona al presente. Non è tanto la prima persona a darmi noia, quanto il tempo verbale. Ho questa avversione per il presente in narrativa da sempre. Eppure qui ci sta, non so perché.

ILARIA: Esattamente come dicevi prima: sembra quasi che la nostra protagonista racconti la sua storia al lettore, e lo fa come se fosse un amico a cui lasciare le sue esperienze in eredità, a cui raccontare le sue paure e i suoi momenti felici.
È forse proprio la prima persona al presente che rende NOCT così scorrevole e interessante.

THOMAS: Sì è vero, credo proprio che aggiunga qualcosa al senso di intimità che si prova leggendo questo libro. Beh, dovrò rivalutare il tempo presente, a quanto pare!

Passiamo alle note dolenti che in realtà per me sono poche e si riassumono in: ci sarebbe bisogno di un editing professionale. Gli strafalcioni non sono enormi né frequenti, solo qualche frase da scrivere in modo più scorrevole, punteggiatura traballante qua e là e parti che potrebbero aver giovato da una sana dose di Show don’t Tell. Mi rendo conto che questo è un racconto della protagonista, ma alcune parti sono davvero riassunte un po’ troppo. Per te cosa poteva essere migliorato?

ILARIA: Credo che in alcuni momenti mi sarebbe piaciuto leggere parti più approfondite di alcuni eventi, che forse da lettrice avrei preferito assaporare di più. Del resto con un editing le imperfezioni possono essere risolte.

THOMAS: Bene, sembra che siamo d’accordo, allora! Invece parlando delle cose che mi sono piaciute di più, oltre allo stile: i personaggi sono pochi, ma caratterizzati benissimo. Soprattutto Giulia e Rudy. Inoltre il messaggio che vuole portare l’autrice è chiaro fin da subito, eppure non risulta pesante.

ILARIA: Devo ammettere che tutti i personaggi riescono a trasmettere qualcosa, ognuno con il proprio modo di pensare e di reagire ai momenti della vita. In più, come dicevi prima, l’elemento romance è abbastanza marginale, c’è ma lascia spazio alle emozioni e agli eventi che ci porteranno al vero scopo di questo romanzo: emozionarci fino al midollo.

Conclusioni


THOMAS: E il mio midollo si è emozionato sul serio ahaha! No davvero, occhi lucidi verso la fine, cosa che mi capita davvero di rado. Che altro dire? Leggete NOCT, non ve ne pentirete!

ILARIA: I personaggi mi sono rimasti nel cuore come pochi altri hanno fatto nel corso della mia vita di lettrice. Leggetelo perché lo amerete dall’inizio alla fine.

THOMAS: Grazie, Ilaria!

ILARIA: Grazie a te! Ricordami un attimo, dove si può leggere Noi, Oltre i Confini del Tempo?

THOMAS: Ah già, giusto, mi stavo dimenticando: Lo trovate qui, su Amazon! È una lettura veloce e scorrevole, che lascia molto una volta terminata. Fatevi questo regalo.

Alla prossima!
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Ma oltre a criticare so anche scrivere? Sta a voi decidere: trovate qui il mio primo romanzo da scrittore indipendente, Torce nel Diluvio.

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