Recensione/ I Razziatori di Etsiqaar, di Andrea Venturo

Copertina Razziatori
Copertina di Gianluca Serratore

Questa recensione è in ritardo. Un ritardo pazzesco, di cui mi scuso moltissimo con l’autore, che mi ha gentilmente procurato una copia.

I Razziatori di Etsiqaar è un romanzo breve, con una storia veloce e lineare, quindi perché ci ho messo tanto? Il problema è che, per la prima volta, mi ritrovo a recensire un libro scritto bene, ma che non rientra nei miei gusti. So che sarà apprezzato molto da un certo tipo di lettore, purtroppo non da me.

Mi spiegherò tra poco. Prima la trama, come da tradizione.

Trama

Seconda avventura autoconclusiva per Conrad. Sembrano lontani i tempi in cui doveva vedersela coi coboldi ladri di torte, e invece sono passati appena due mesi. Stavolta dovrà vedersela con una banda di commercianti di schiavi col solo aiuto di un fuggitivo dai modi spicci e una ragazzina dalla lingua tagliente quanto i suoi coltelli. Un uso della magia non proprio ortodosso e monete che cambiano colore possono sembrare poca cosa in confronto a quaranta banditi organizzati, ma mai sottovalutare i ragazzini: sanno essere molto più ingegnosi degli adulti.

Cosa ne ho pensato

I Razziatori di Etsiqaar è il secondo capitolo nelle Cronache di Tharamys, ma può essere letto tranquillamente da solo: gli avvenimenti del primo romanzo vengono riassunti all’interno di questo libro e non sono essenziali per capire lo svolgimento. Non voglio spoilerare niente della trama oltre a quello che avete già letto, meglio passare agli elementi che mi hanno sorpreso.

Questo è un high fantasy (magia usata spesso e volentieri, animali fantastici, molte razze non umane senzienti) scritto al presente. Come ho detto nella mia ultima recensione, io e il tempo presente non andiamo d’accordo e questo disagio interno che provo durante la lettura si moltiplica svariate volte nel caso di un fantasy. Il presente mi toglie tutto il senso di epicità e, invece di darmi immediatezza, mi distacca da ciò che leggo.

Il problema più grande per me è proprio l’incapacità di immergermi nella storia e non è colpa soltanto del tempo verbale. Un altro ruolo importante lo ricoprono le numerose citazioni di film e opere letterarie del nostro mondo, con note a piè di pagina che spiegano l’origine della citazione stessa.

Inoltre alcune scelte mi hanno lasciato perplesso: un certo gruppo di personaggi parla con un accento straniero e questo è riportato tramite l’utilizzo di segni fonetici, difficili da decifrare per chi non è abituato. Ho anche notato un personaggio in particolare che parlava con un chiaro accento romanesco (sì, de Roma). Gli orchi invece si esprimono in quello che potrei chiamare “tedesco maccheronico”.

Tutto questo mi ricordava qualcosa, ma ci ho messo un po’ a capire cosa fosse: la narrazione somiglia moltissimo all’avventura di un gioco di ruolo, come Dungeons & Dragons. Il Dungeon Master parla al presente, scherza con gli amici inserendo citazioni, fa voci e accenti buffi per i personaggi non giocanti.

Lo so perché lo faccio anch’io.

“NNNEEEEEERRD!” sento urlare dagli spalti. Ebbene sì, ruolizzo. Però non è il genere di storia che cerco quando leggo un fantasy: quello che voglio è un mondo che, finché giro le pagine, sembra reale come quello in cui abito.

Detto questo, il libro è scritto in modo scorrevole e vivace, senza errori degni di nota. Ci sono anche diversi spunti di trama intriganti: la magia basata sul sistema vanciano (incantesimi che vanno preparati in anticipo) non si vede davvero tutti i giorni e lo spirito Qar intrappolato nel bastone di Conrad è un personaggio davvero interessante.

Ho apprezzato molto il lavoro di creatività che c’è dietro al mondo in cui si muove Conrad. L’autore ha fatto un grande e pregevole lavoro di world building, lo testimoniano le mappe e i trattati su culture e ambientazione.

Conclusioni

I Razziatori di Etsiqaar non fa per me, però potrebbe di sicuro essere il libro preferito di qualcun altro. Se siete alla ricerca di un fantasy più leggero e divertente del solito (ma non del tutto comico), oppure volete rivivere le sensazioni di una splendida sessione di ruolo, non posso che consigliarvelo.

Dateci un’occhiata per conto vostro e ditemi cosa ne pensate!

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Ma oltre a criticare so anche scrivere? Sta a voi decidere: trovate qui il mio primo romanzo da scrittore indipendente, Torce nel Diluvio.

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