Il Mondo di Garmir Fandel – Veltar

«Dunque venite a richiedere la mia conoscenza su Storia e geografia? Molto bene, mastri idromanti. La vostra rappresentazione delle Terre ha delle notevoli imperfezioni, ma posso prestarvi aiuto. Avete portato i due cadaveri dei Maestri, come avevamo concordato? Eccellente. Lo stato di decomposizione è perfetto, saranno una delizia.

È un piacere potervi essere d’aiuto.

Veltar
Particolare della mappa delle Terre Vive e Innominate, by Taran Lopez

Quale migliore inizio di Veltar, il gioiello delle Terre Libere di Veltani? Quando il condottiero delle leggende iniziò la sua opera di conquista per riunire gli otto regni, scelse l’antica capitale della dinastia Mirlor come cuore dei suoi possedimenti.

Avrei molte critiche da muovere all’umano chiamato Veltani, ma non posso certo disprezzare il suo genio strategico.

Per esempio, la brillante idea di liberare tutti gli schiavi. Oh, che gesto nobile, guidato soltanto dalla pura bontà d’animo! Di sicuro non una scelta tattica per vincere la guerra, on no, mastri idromanti. Non sentirete mai delle parole tanto disdicevoli lasciare la mia bocca.

Né mai mi azzarderei a indicare come un paradosso che quegli stessi schiavi, una volta ritrovata la libertà, dedicarono la propria vita alla sua causa, aiutandolo a trasformare le rovine della città in una metropoli. Anni di lavoro sfiancante, ma stavolta di propria volontà. C’è una differenza notevole tra servitù imposta e riconoscenza, dico bene? E che importa se, comunque, il loro lavoro non fu retribuito?

In fondo ognuno decide che fare della propria libertà e l’esercito stanziato per le vie di Veltar era là solo per la loro sicurezza. Anche scolpire il Nomarrèn, la stuata colossale che svetta sul colle più alto, fu uno splendido utilizzo delle loro vite. Il simulacro immortala Veltani Nomar mentre spezza le catene della schiavitù, con indosso l’elmo incantato che si dice gli donasse un carisma irresistibile. Un capolavoro degno di qualsiasi sacrificio.

Senza contare che i grium, i quali costituivano la maggior parte degli schiavi liberati, ottennero perfino una città tutta loro: Ig-Menog. Cosa potevano mai volere di più? Le terre rubate ai loro avi? Che assurdità.

Sono certo che sappiate già tutte queste cose: la vostra saggezza è rinomata in tutte le Terre. Ma eravate a conoscenza del patto segreto stretto tra il Principe del Lupo e Veltani Nomar, proprio nel punto in cui poi fu eretta la statua? L’accordo prevedeva il supporto militare da parte del Principe per poter conquistare i regni rimanenti.

Oh, gli Dei erano dalla sua parte, sì. Come negarlo? È ciò che ci insegna la Fede e sappiamo che i sacerdoti sono infallibili pozzi di conoscenza, mentre io sono soltanto un umile divoratore di cadaveri. Tuttavia vedete, anche se l’esercito di Veltani era forte, non poteva competere contro sette regni in pieno assetto di guerra e supportati dai maghi. Oltre ai soldati, il Principato del Lupo aveva anche voi idromanti dalla sua parte. Una preziosa risorsa. Saprete meglio di me quanto la forza distruttiva dell’acqua sia utile durante una guerra. Anche ridurre alla sete una città assediata potrebbe essere molto utile. Non che Veltani l’eroe abbia mai utilizzato metodi tanto crudeli, certo che no.

Di che stavo parlando? Ah, già: l’accordo segreto. In cambio dell’aiuto, Veltani avrebbe permesso al Principato del Lupo di rimanere indipendente e di accrescere i suoi territori fino all’Oceano, inglobando le terre degli Umu. Gli Umu avranno capito le motivazioni, ne sono convinto. Il risentimento che provano verso tutti gli umani è soltanto una bislacca fissazione di quei crostacei.

Il patto venne stretto senza il consenso del Concilio del Lupo, che per pura coincidenza venne eliminato da alcuni demoni inversi qualche giorno dopo. Le male lingue dicono che gli assassini vennero pagati da Veltani stesso. Illazioni senza fondamento, senz’altro.

Il Principato avrebbe anche potuto continuare a sfruttare gli schiavi nelle miniere di diamanti e nei campi, per generosa concessione dell’eroico condottiero. Dovette piangergli il cuore nel prendere quella decisione. Per fortuna questa pratica venne comunque abolita dopo dieci anni, per opera di Rosner il Giusto. O per intervento divino, se seguiamo i precetti della Fede.

La capitale delle Terre Libere continuò a svilupparsi e ad allargarsi, fino a raggiungere le dimensioni che ha adesso. Si dice che le strade lastricate di Veltar siano state calcate da ogni singola creatura in grado di camminare o strisciare. Anche se questa è un’esagerazione, non è così lontana dalla realtà.

Nell’arena costruita sulle sponde del fiume Parvàl si combattevano feroci battaglie contro bestie esotiche, portate dalle navi che attraccavano a Saij’Latam. Una curiosa verità su voi umani, mastri idromanti, è che avete una creaturina nascosta nell’anima. Un essere assetato di sangue, pronto a risvegliarsi e a reclamare violenza a gran voce. La società forgia catene adatte a imprigionarlo, però è sempre lì, che pigola come un pulcino col becco spalancato. Ogni tanto bisogna sfamarlo e l’arena serviva proprio a questo.

Dava sfogo ai soldati, che si erano trovati spersi in tempo di pace, in più permetteva a quei grium che avevano passato la vita a combattere come schiavi guerrieri di continuare a fare l’unica cosa che conoscevano.

L’arena venne distrutta, insieme all’intero quartiere dei divertimenti, quando un gruppo di necromanti evocò un piccolo esercito di demoni, sfruttando l’energia necrotica che abbondava nella zona.

Già, l’incidente che diede il via alla Grande Epurazione. Ma i vostri libri di Storia non dicono che chierici e sacerdoti avevano già iniziato da anni a imprigionare, torturare e uccidere chi comunicava con gli Dei Esterni. Non dicono neanche che dopo due secoli gli animali feroci iniziavano a scarseggiare e che ogni tanto nell’arena ci finivano streghe e necromanti, imbavagliati e con le mani legate dietro la schiena per evitare che lanciassero magie.

Al posto dell’arena venne eretto il Tempio dei Primigeni, che ancora oggi è il centro nevralgico della Fede. Mi chiedo quante ossa siano finite nelle sue fondamenta.

La leggenda narra che gran parte dell’imponente edificio fu costruito in una sola notte, ed è vero. Però è un segreto ben custodito il fatto che la realizzazione così rapida dell’opera non fu grazie alla benevolenza divina, come viene tramandato, ma alla litomanzia di Ovara da Syer-Ligh: una nana convertita alla Fede, che viveva in incognito tra gli umani. Morì durante l’opera di costruzione, perché consumò tutto il mana che aveva in corpo.

Ah, la sublime cecità di un puro credente! Nemmeno la morte ha peso se si consacra la propria esistenza al divino o a una giusta causa. Libri, poemi e la saggezza di mille eruditi… tutti ci ripetono più e più volte che chi offre tutto se stesso per un bene superiore, in un certo senso, diventa parte immortale di ciò che ha aiutato a creare. Potrei raccontarvi, a proposito, l’origine del grande candelabro in mithril che si erge presso l’altare, ma non voglio dilungarmi ancora.

La capitale sopravvisse a due guerre civili, un incendio alchemico, tre epidemie devastanti e l’assedio da parte dei Nati Morti durante la Guerra degli Anni Oscuri. Assomiglia molto a voi umani: rimane sempre in piedi, in continuo mutamento e allo stesso tempo immutabile.

Bene, è giunta l’ora del mio pasto. Se volete scusarmi, il profumo della putrefazione mi chiama.»

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